Il mio viaggio a Terra Madre, Salone del Gusto, Torino

Si viaggia in tre modi non ordinari a mio avviso: con il cuore, con la mente e con il gusto.
Un week end favoloso alla scoperta di sapori provenienti da terre lontane, racconti del quale ignoravo l’esistenza e con la pupa al seguito che dopo un’ora tra gli stand di “Terra Madre, Salone del Gusto” di Torino, mi dice “mamma domani ritorniamo, vero?
La piccola ha scoperto per la prima volta la salsiccia di Bra…vorrei dire di averla assaggiata anch’io, ma qui giochiamo in casa e per chi come me fosse di Torino, vi consiglio di farne scorta presso la Macelleria Cerrutti Sabrina, in via Torricelli 41.
Location bellissima, il Parco del Valentino, consigliano il suo raggiungimento tramite mezzi pubblici, poiché parcheggiare è un’impresa assolutamente impossibile.
L’unica nota dolente è stata la chiusura degli stand alle ore 19, visto il gran successo, forse gli organizzatori ne terranno conto il prossimo anno.
La possibilità di acquistare degli assaggi a pochi euro è stata una grande opportunità permettendo una più vasta fruibilità dell’acquirente ad esplorare prima, ed orientarsi di conseguenza, all’acquisto finale.

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Un percorso pensato anche per i più piccoli. Un’invasione di chiocciole realizzate per Slow Food e Terra Madre da Cracking Art bellissime!

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Ci trasferiamo a Volpiano da Tea Ciok per rinvogorirci con una calda tisana di Rooibois aromatizzato al bergamotto. Il packaging da asporto è carinissimo e l’amaretto di accompagnameto una vera schiccheria!

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Non conoscevo il cioccolato Domori, mea culpa, azienda di None, e la loro crema al gianduia non ha eguali! Provare per credere! Questa confezione è rimasta segreta nella mia dispensa per ben due giorni!!!!

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Perle di balsamico prodotte dall’azienda agricola Leonardo Giovanni di Magreta di Formigine, vicino Modena, un’ antica acetaia del 1871, sorta in una corte del XIX secolo. Perfette per accompagnare formaggi, dolci o guarnire le fragole. L’aceto balsamico Leonardi, viene prodotto dal mosto di uve di Lambrusco e Trebbiano cotto a fuoco diretto, acetificato e invecchiato in botti di legno.

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La Rosa di Gorizia, pregiatissimo radicchio rosso coltivato e raccolto a mano, curato come fosse un fiore! Proposto sott’olio extravergine!
Ignoravo la sua esistenza, oserei dire fin troppo bello per poterlo mangiare!

Non posso documentari con fotografie quello che letteralmente ho fagocitato, per esempio lo “stilton” formaggio tipico Inglese, oppure la salsiccia secca del Gargano, l’insalata di baccalà con olive taggiasche e capperi di Imperia, il prosciutto crudo dop del Trentino!

E poi si incontrano persone speciali “Join Slow Food USA” , ovvero quando il concetto dell’individuo e di comunità è atto al cambiamento del mondo. Stagionalità, in rispetto della natura, senza concimi chimici, la bontà del cibo accessibile. In affermazione che il progetto slow food è internazionale.
Conosciamo Ana Pardo, del Nord Carolina, che ci presenta il progetto del cibo sostenibile! Ci fa assaggiare una composta di arancia, prodotta nella sua fattoria, davvero spettacolare, peccato non sia in vendita….io amo gli americani..

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E per la serie orrori da gustare?Direttamente dalla Francia eccovi i formaggi “invecchiati” di 7, 10, 15 anni. Avete capito proprio bene, pura muffa da mangiare, e no, non ho avuto il coraggio di assaggiarli! Forse gli insetti presenti in Piazza Carlo felice li avrei anche mangiati, sarà per il prossimo anno.

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Bon appétit!

A presto!

Zaira

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